Inaugurazione del Museo "Zecca di Marciana"
La struttura della zecca si articola in un ambiente sottostante la Casa Appiani, residenza estiva dei Principi di Piombino. Originariamente la zecca era composta da tre ambienti adibiti alla coniazione di monete emesse dagli stessi Ludovisi, in cui si apre un cunicolo scavato nella roccia granodioritica. Due camere speculari, anch'esse ricavate nella roccia, si trovano trasversalmente nell'ultimo tratto della galleria; nel corridoio di collegamento sono presenti due nicchie parietali probabilmente usate come portalampade. Nell'ambiente d'ingresso, sulle pareti in alto, si trovano alcuni disegni a carboncino che raffigurano velieri e imbarcazioni da pesca a vela latina, databili alla metà del XIX secolo.
La zecca di Marciana insiste su una struttura ad ipogeo interamente scavata in un banco di granodiorite identificabile come una sepoltura gentilizia ad incinerazione con dromos (originariamente a cielo aperto) d'epoca etrusca, databile tra IV e I secolo a.C.
Il riutilizzo della sepoltura come zecca da parte degli Appiano è databile alla fine del XVI secolo.
La struttura è sede di un piccolo Museo numismatico, su progetto degli architetti Silvestre Ferruzzi e Luciano Giannoni.